L’OSPEDALIZZAZIONE A DOMICILIO: UNA SPERIMENTAZIONE TUTTA TORINESE NELL’ARTICOLO DI SARA STRIPPOLI

L’Ospedalizzazione a Domicilio (OAD) delle Molinette di Torino: un’eccellenza da diffondere

A Torino esiste un servizio unico in Italia: l’Ospedalizzazione a Domicilio (OAD), nato 40 anni fa per iniziativa dei geriatri Fabrizio Fabris e Luigi Pernigotti. Questo modello permette ai pazienti di ricevere cure ospedaliere direttamente a casa, evitando ricoveri inutili e garantendo un’assistenza ad alta intensità — con esami, terapie e monitoraggio costante — ma in un ambiente familiare.

Perché l’OAD è fondamentale?

🔴 Riduce i rischi del ricovero: Delirium, infezioni, decondizionamento fisico e cadute colpiscono spesso gli anziani in ospedale. L’OAD minimizza queste complicanze, migliorando la qualità della vita dei pazienti.
🔴 È economicamente sostenibile: Costa 165 euro al giorno (vs. 400-600 euro di un ricovero tradizionale), liberando risorse per il Servizio Sanitario Nazionale.
🔴 Risponde a un bisogno sociale urgente: In Piemonte, gli over 65 rappresentano il 25% della popolazione, ma sono i principali fruitori dei ricoveri. L’OAD permette loro di essere seguiti a casa, senza stress e senza spostamenti difficili.

Le voci di chi lo vive

Laura Scarzello, presidente dell’associazione Promozione dell’Ospedale a Casa, racconta come l’OAD abbia permesso a sua madre di trascorrere gli ultimi mesi di vita a casa, con dignità, e come questa esperienza l’abbia spinta a battersi perché il servizio diventi accessibile a tutti. Oggi, purtroppo, l’OAD è ancora un privilegio riservato ai residenti di Torino Sud e del centro, mentre migliaia di pazienti piemontesi ne avrebbero bisogno.

Un modello da esportare

La pandemia ha dimostrato che l’OAD è fondamentale per gestire emergenze sanitarie senza sovraccaricare gli ospedali. In Catalogna, ad esempio, il servizio è diffuso in 27 ospedali e integrato in una rete territoriale che coinvolge medici, infermieri, assistenti sociali e tecnologie digitali.

Il futuro: innovazione e speranze

Il progetto La casa nel parco (finanziato con 11 milioni di euro) ha posto le basi per una sanità digitale e domiciliare, ma serve coraggio politico per estendere l’OAD a tutta la regione. L’assessore regionale Federico Riboldi ha recentemente riconosciuto il valore dell’OAD, annunciando un tavolo di lavoro per valutarne l’espansione. Speriamo che questa volta le parole si traducano in fatti.

Leggi l’articolo completo di Sara Strippoli pubblicato su L’Unica: https://www.lunica.email/ospedale-casa-molinette-torino-lunica/?fbclid=IwY2xjawSWNSpleHRuA2FlbQIxMABicmlkETBFaVRlQ0RLdzg0MUJ5SUN1c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHkk5euJPjTYpc2bxTT8N3NKcLoFzcfC-xl83cbPg-BkN8h9z8whN4W5PKf7N_aem_DLtpzJglItLZqtqa8ayT6g